Oggi come oggi quasi nessuno sostituisce manualmente una ruota forata, ci si limita a chiamare il carro attrezzi o ad utilizzare i nuovi sistemi di gonfiaggio che iniettano all’interno materiale plastico di dubbia utilità. Un tempo non era così, dovevi per forza rimboccarti le maniche e sporcarti le mani nel tentativo di utilizzare il cric, svitare i bulloni e staccare la ruota dall’asse perennemente arrugginito. Oggi invece ci affidiamo alle comodità e facendolo ci sfuggono attimi di vita importanti, inconsapevolmente affossiamo l’immaginazione adagiandoci sul comfort che la modernità ci offre. Oltretutto perdiamo tante occasioni: di incontro con chi si ferma a prestarti soccorso o di inventiva per cercare una soluzione all’instabilità del cric, e tanto ancora.

L’altro giorno per esempio ho soccorso mia moglie che aveva forato sulla via di Lecce, ricordando i miei continui ammonimenti si era già messa al sicuro in una strada laterale. Le ho lasciato la mia auto per arrivare a destinazione e io sono rimasto da solo col dubbio se raggiungere il primo paesino con la ruota a terra danneggiando irrimediabilmente il copertone, chiamare il carro attrezzi o sostituire la ruota, così come avevo sempre fatto durante la mia ex vita da camionista scapestrato.

Ho optato per la sostituzione e mi sono messo al lavoro. Incredibilmente c’erano tutti gli attrezzi perfettamente funzionanti, i bulloni son venuti via con facilità, il cric ha sollevato la parte posteriore dell’auto, la più leggera per fortuna perché senza motore, e la ruota è venuta via agevolmente. In meno di quindici minuti la sostituzione era fatta e io ero felice, costa poco la felicità.

Cosa c’entra questo racconto con gli alcolici? Mentre cercavo gli attrezzi nel portabagagli, tra le mille cianfrusaglie della passata stagione balneare, ho trovato in un angolino, sepolte tra sabbia carte da gioco e giocattoli cinesi, due bottiglie di liquori risalenti alle prime prove di due anni fa. Le avevo perse e dunque dimenticate perciò è stato emozionante ritrovarle. Due anni di invecchiamento in bottiglia sono tanti per un negroni e un altro miscuglio non identificato. Le ho prese e messe in congelatore. Dopo cena le ho portate in tavola ringraziando mia moglie per aver forato. Lei, con l’aria amabilmente incredula come solo le donne riescono ad avere, mi ha accompagnato nella degustazione: il negroni davvero buono, liscio e vellutato, alquanto liquoroso e senza gli spigoli del prodotto appena miscelato. L’altro assaggio è stato più violento essendo l’antesignano del Gotto Esplosivo Pangalattico zuccherato con il caramello (che oggi non uso più).

Qual è la morale della favola? Tutto è utile nella vita se preso nel verso giusto, anche la foratura di una gomma può cambiarti la giornata, l’importante è sostituirla da soli.

Fabio Rizzo

Compra i nostri prodotti anche se non hai forato