Siamo abituati a sentir parlare di PIL, prodotto interno lordo, quale marcatore della situazione economica di un Paese, come se la sola ricchezza possa determinare automaticamente la felicità di un popolo.

E’ ormai chiaro che il benessere non sia direttamente proporzionale alla felicità; conosco tanta gente ricca e triste ed è notizia di tutti i giorni di personaggi ricchi e famosi in depressione.

Allora il PIL, che misura tutto quello che può essere acquistato o venduto mediante denaro, non può prendersi come unico strumento per rilevare la prosperità, ma deve accompagnarsi ad altri fattori come il reddito pro-capite, il tasso di disoccupazione e il livello di utilizzo di psicofarmaci, per esempio.

Da qualche anno insieme al PIL viene calcolato il FIL, ossia la felicità interna lorda di una nazione, che prende in considerazione tante altre variabili che incidono sul benessere dell’uomo tra cui la tutela dell’ambiente, il rispetto sociale, la realizzazione delle singole ambizioni e i valori morali.

C’è un piccolo Stato asiatico, il Bhutan che, pur annoverando un PIL pro-capite bassissimo, è considerata una tra le nazioni più felici del mondo secondo il suo FIL, che, come detto, esamina anche la qualità dell'aria, la salute dei cittadini, l'istruzione e la ricchezza dei rapporti sociali.

Se ti stessi chiedendo cosa c’entrino il PIL e il FIL con i liquori e l'alcool sappi che non avrai mai la risposta, ma dopo un goccio di Gotto Esplosivo Pangalattico potresti cambiare domanda.

To be Continued…

Fabio Rizzo