Durante il lockdown per il Covid19 ognuno di noi ha reagito in modo diverso; io ho iniziato a imbiancare, potare, mettere in ordine documenti e ricordi della mia vita, ho ripreso a scrivere il libro iniziato ventidue anni fa e poi mi sono immerso nella liquoristica, l’arte di produrre liquori artigianali.

Sarebbe bello raccontare di aver ripreso antiche ricette di famiglia, liquori prodotti da trisavoli che li utilizzavano come rimedio contro i vari malanni dell’epoca, invece nulla di tutto questo. Nella Farmacia dei Contenti ho sperimentato da solo, miscelando radici, erbe, spezie, essenze naturali secondo i miei gusti. I primi risultati sono stati incoraggianti ma insufficienti e dunque cestinati, però tutti i prodotti avevano qualcosa in comune che io ho definito entropia, nel senso di disordine.

Solitamente per realizzare qualcosa ci affidiamo a un esperto, un professionista che sa cosa fare e come farlo. Il risultato spesso sarà un prodotto conforme alle regole, con al massimo alcune sfaccettature a rimarcarne le differenze. Quando invece partiamo da zero riusciamo a creare qualcosa di completamente difforme, totalmente fuori dagli schemi.

Stavo lavorando su un digestivo molto particolare: pungente, balsamico, fresco, speziato e spiazzante che al palato risultava essere molto bizzarro. Non riuscivo ad arrotondarne il carattere, sembrava la storia della mia vita e di tutti coloro che vanamente hanno cercato di inquadrarmi. Più ricevevo critiche dai pochi che potevano assaggiarlo durante quel periodo e più mi convincevo della sua bontà.

Mentre cercavo di domare la sua esplosività, iniziai a leggere il libro di fantascienza Guida Galattica per gli Autostoppisti che ispirò Elon Musk durante la sua infanzia. A un certo punto i protagonisti del racconto decisero di andare a bere un Gotto Esplosivo Pangalattico al bar di Beeblebrox, ideatore della migliore bevanda alcoolica dell’universo così descritta:” quando si beve un Gotto Esplosivo Pangalattico si ha l'impressione che il cervello venga spappolato da una fetta di limone legata intorno a un grosso mattone d'oro”. Fui fulminato da questa definizione che immediatamente si sposò a quello che stavo sperimentando dunque fu naturale chiamarlo proprio così!

Mia madre quando preparava qualcosa che non doveva restare esposta alla luce la incartava con i fogli di alluminio perciò io avvolsi la bottiglia del Pan Galactic Gargle Blaster con dell’alluminio, per preservarne il colore bianco candido naturale, e subito assunse le sembianze di un’astronave spaziale….

To be continued…

Fabio Rizzo

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