Non ero un amante del gin tonic anzi a dire il vero non l’avevo mai bevuto prima dell’apertura della Farmacia dei Contenti. Ho iniziato timidamente, col Beefeater, poi ho arricchito la bottigliera con decine di gin che pian piano assaggiavo. Leggevo la loro composizione e le botaniche utilizzate: chi cinque, chi dieci, chi venti e chi quarantasette come il Monkey e alla fine non avevo ancora capito quale fosse il vero sapore del ginepro; grave se consideriamo che gin deriva proprio dalla parola ginepro.

Quando ho deciso di produrre il mio gin, per prima cosa ho acquistato le bacche di ginepro e le ho messe in infusione nell’alcool. Dopo qualche giorno finalmente ho sentito il gusto del ginepro, netto e forte. Mi è piaciuto talmente tanto che ho pensato di non utilizzare altre botaniche, solo ginepro di diverse varietà ma sempre e solo ginepro. Però questa eccessiva semplificazione non faceva per me e dunque ho fatto fermentare una parte di bacche prima del loro utilizzo.

Signore e signori, il risultato è stato da subito fantastico, avevo creato un gin sensazionale che oltre a sapere di ginepro regalava tanti altri sentori: dal floreale all’affumicato, dalla camomilla alla salvia, dal limone al bergamotto. Proprio come nel vino e nell’olio cogliamo tante fragranze nonostante vengano prodotti con soli uva e olio, allo stesso modo nel mio gin fatto di solo ginepro convivono tanti sapori e profumi.

Ogni scarrafone piace a sua madre e perciò il passo successivo è stato proporlo e testarlo: tutti sbalorditi ed estasiati da questo gusto decisamente nuovo per un gin, anche i sedicenti intenditori di gin tonic restavano a bocca aperta. Qualcuno lo trovava poco secco, giustamente non è un distillato London dry, ma non si può avere tutto dalla vita.

Ecco allora che è partita la produzione di questo nuovo prodotto, nato dal nulla ma già incamminatosi verso mete lontane. Innanzitutto proprio perché ha nel cuore solo ginepro l’ho identificato con GIN2, per sottolinearne la potenza, poi l’ho chiamato MLSqT acronimo che da sempre riecheggia nella mia mente il cui significato non svelerò mai. Quando me lo chiedono rispondo che ognuno può dargli il proprio e mi stupisco dalla moltitudine di significati che mi danno.

Ecco la storia del mio gin, che produco anarchicamente, anzi, entropicamente ispirandomi al fiore, che secerne miele per i suoi scopi senza alcun senso di carità verso le api.

To be continued...

Fabio Rizzo

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