C’era una volta un bambino di Ruffano che voleva costruire una casa sull’albero di fico. Interpellò suo padre che gli consigliò di cambiare albero perché il legno del fico non era abbastanza robusto da sostenere una casa. Il bambino non si diede per vinto, è vero che c’erano tanti alberi di ulivo ma quello di fico era il più bello e rigoglioso, perciò iniziò ad arrampicarsi per le prime prove,
Testardo
Purtroppo aggrappandosi a un ramo più sottile, questo si spezzò e lui cadde a terra con la fronda addosso, procurandosi varie ferite. Non riusciva a sollevarsi da terra, quel ramo era pesante, e nel tentativo di spostarlo veniva sopraffatto dal profumo delle foglie spezzate, dal latte che imbrattava il suo corpo e della terra rossa. Restò a terra per un bel po’ quasi non volendo rialzarsi, il sole penetrava dolcemente e lui guardava il cielo maculato dalle foglie,
A distanza di anni ricorda ancora quell’avventura e quelle fragranze che ha voluto infondere in un gin. Il ristorante gli ha insegnato che i ricordi possono essere mangiati, il liquorificio gli ha dimostrato che possono essere anche bevuti e miscelati.
Racconto del sud
Il GIN FICO è così, quando lo bevi liscio ti proietta nel sud più profondo, ha il sapore delle pietre vive, del sole, dello scirocco, della “muttura” mattutina, a ogni sorso racconta il sud e lo porta dentro di noi riempiendoci di sensazioni forti e meravigliose, figlie di una terra ricca di contraddizioni. Miscelato esprime il suo carattere caldo e forte, anche un semplice gin tonic si trasforma in un’emozionante fuga indietro nel tempo. Il Salento rivive in un sorso!

