Gotto Esplosivo Pangalattico e Fabio Rizzo

Sarebbe bello raccontare di aver ripreso antiche ricette di famiglia, liquori prodotti da trisavoli che li utilizzavano come rimedio contro i vari malanni dell’epoca, invece nulla di tutto questo. Nella Farmacia dei Contenti ho sperimentato da solo, miscelando radici, erbe, spezie, essenze naturali secondo i miei gusti. I primi risultati sono stati incoraggianti ma insufficienti e dunque cestinati, però tutti i prodotti avevano qualcosa in comune che io ho definito entropia, nel senso di disordine.

Solitamente per realizzare qualcosa ci affidiamo a un esperto, un professionista che sa cosa fare e come farlo. Il risultato spesso sarà un prodotto conforme alle regole, con al massimo alcune sfaccettature a rimarcarne le differenze. Quando invece partiamo da zero riusciamo a creare qualcosa di completamente difforme, totalmente fuori dagli schemi.

Stavo lavorando su un digestivo molto particolare: pungente, balsamico, fresco, speziato e spiazzante che al palato risultava essere molto bizzarro. Non riuscivo ad arrotondarne il carattere, sembrava la storia della mia vita e di tutti coloro che vanamente hanno cercato di inquadrarmi. Più ricevevo critiche dai pochi che potevano assaggiarlo durante quel periodo e più mi convincevo della sua bontà.

Mentre cercavo di domare la sua esplosività, iniziai a leggere il libro di fantascienza Guida Galattica per gli Autostoppisti che ispirò Elon Musk durante la sua infanzia. A un certo punto i protagonisti del racconto decisero di andare a bere un Gotto Esplosivo Pangalattico al bar di Beeblebrox, ideatore della migliore bevanda alcoolica dell’universo così descritta:” quando si beve un Gotto Esplosivo Pangalattico si ha l’impressione che il cervello venga spappolato da una fetta di limone legata intorno a un grosso mattone d’oro”. Fui fulminato da questa definizione che immediatamente si sposò a quello che stavo sperimentando dunque fu naturale chiamarlo proprio così!

Mia madre quando preparava qualcosa che non doveva restare esposta alla luce la incartava con i fogli di alluminio perciò io avvolsi la bottiglia del Gotto con dell’alluminio, per preservarne il colore bianco candido naturale, e subito assunse le sembianze di un’astronave spaziale….

To be continued…
Fabio Rizzo