Negroni Entropico

Ormai sono anni che milito nel settore del food&beverage e posso considerarmi un veterano, perché esperto suona male. Il mio lavoro sui miscelati è più recente però ha giovato dell’esperienza maturata nella ristorazione che mi ha permesso di sviluppare un progetto molto particolare.

Sono partito dal semplice assunto che i cocktail non sono nient’altro che la combinazione di diversi distillati alcolici con l’aggiunta di zucchero. Spesso le dosi sono millimetriche specialmente quando si parla di cocktails storici o classici e poi ci sono le rivisitazioni, i cosiddetti twist, che giocano con gli ingredienti sostituendoli o modificandone le quantità.

Oggi si parla tanto di cocktail e sono nati diversi locali dove se ne servono di svariate tipologie, anche molto ricercati e sofisticati. Sappiamo poi che agli italiani piacciono gli inglesismi, difatti se al posto di cocktail usassimo intruglio, miscuglio o miscelato si perderebbe molto dell’odierno entusiasmo.

Eppure la parola perfetta per indicare il cocktail esiste ed è LIQUORE. La composizione dei cocktail (distillati + zucchero) non è nient’altro che la definizione del liquore: bevanda spiritosa dal sapore dolce, ottenuta mediante aromatizzazione di alcol o di altre bevande spiritose.

Allora perché non chiamarli con il loro nome? L’Italia è conosciuta nel mondo per i suoi liquori (limoncello, rosolio, nocino, Strega ect) però noi preferiamo gli inglesismi anzi, spesso pensiamo che i liquori siano prodotti inferiori e di bassa qualità. Ovviamente vedere un bartender all’opera ha il suo fascino anzi, fa parte dell’esperienza che si vive bevendo un cocktail preparato in diretta da mani esperte e visi sorridenti.

Per realizzare i nostri liquori utilizziamo distillato purissimo di cereali, botaniche certificate e tanta maestria che portano a prodotti unici e inimitabili. Li chiamiamo entropici proprio perché non sono convenzionali e dunque disordinati.

Così è nato il Negroni Entropico ottenuto tramite la macerazione nell’alcool di tutte le botaniche che normalmente compongono il cocktail classico. Lo affiniamo in piccole anfore di terracotta, non usiamo coloranti e aggiungiamo pochissimo zucchero. Lo imbottigliamo in bottiglie di vetro da 100 ml per essere facilmente trasportato e sempre pronto all’uso (ready to drink).

A breve presenteremo altri liquori, o cocktail se preferite, tutti con lo stesso concetto di qualità e italianità che ci ha reso famosi nel mondo.

Tra un cocktailbar e un liquorebar cosa sceglieresti?

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